Questa notizia è stata letta 730 volte

C’è un cinquefrondese ‘atipico’, come lui stesso si definisce, che è il maggior conoscitore dei segreti di Carlo Creazzo. E quando dico conoscitore, intendo uno che ha setacciato davvero la vita del maestro, e tutte le sue carte, gli spartiti, gli appunti, le note personali,  l’archivio storico, le composizioni per farne un bel libro che ogni cinquefrondese dovrebbe tenere nella propria libreria.

Angelo Fiorillo

Questo compaesano si chiama Angelo Fiorillo, ha 35 anni, di professione fa il musicista e l’insegnante, ed è specializzato in sassofono. In paese è quasi sconosciuto, e lui stesso si definisce ‘atipico’, perchè quando non lavora, o non suona, se ne sta a casa con la sua bella famiglia al Rione Aracri, e dunque non lo si vede quasi mai in piazza o a passeggio o in altre occasioni pubbliche.

Come il suo mito Creazzo, Fiorillo ha ‘scelto’ la musica per la vita e a essa si dedica più che può. Nel frattempo ha preso due diplomi  di laurea al Conservatorio Cilea di Reggio Calabria, in entrambi i casi con una tesi sull’artista cinquefrondese: la prima, in sassofono, s’intitola “L’esperienza musicale di Carlo Creazzo nella tradizione musicale di Cinquefrondi”, che poi è il titolo anche del primo libro pubblicato da Fiorillo (Leonida Edizioni); la seconda, come tecnico del suono, si intitola “Ieri oggi domani: da una composizione di Carlo Creazzo a più composizioni elettroacustiche”. Non sappiamo ancora se anche questa seconda tesi si trasformerà in un libro, vedremo.

A Fiorillo piace leggere e studiare, e per non farsi mancare nulla il 35enne cinquefrondese poche settimane fa ha conseguito anche la laurea in Attività educative di sostegno (facoltà di giurisprudenza, economia e scienze umane di Reggio Calabria) con una tesi sulla musica e l’aiuto che questa può dare nei casi di gravi difficoltà emotive e relazionali, soprattutto nei bambini e nei minori in genere: “Linguaggio emozionale e musica: sviluppi nello spettro autistico”.

Angelo Fiorillo nel giorno della terza laurea, con la mamma Carmela Guerrisi

Questo giovane concittadino suscita molta curiosità, anzitutto perchè, come vedremo, sotto la guida di due altri musicisti e maestri cinquefrondesi, si è inerpicato sulla difficile via del sassofono, strumento molto difficile, dall’acustica complessa, al quale ci si può avvicinare solo se si dispone di grande umiltà, lavorando e provando, provando e lavorando; insomma per suonarlo ci vuole talento, certamente, ma anche studio e tanta pazienza e passione. Poi perchè è un appassionato di studi e ricerche, e non si ferma mai: in un’epoca in cui troppa gente si informa solo sui social, bevendosi qualunque sciocchezza, questo è davvero un merito speciale.

Il terzo motivo di interesse è dovuto al fatto che finora ha dedicato la maggior parte dei suoi studi al maestro Carlo Creazzo, una figura della quale a Cinquefrondi ancora non si è compreso abbastanza il valore. Di questo grande artista, infatti, tanti parlano senza saperne niente (qui una sua opera interpretata dalla ‘Banda Musicale Carlo Creazzo’ di Cinquefrondi https://www.youtube.com/watch?v=TroOiKoqG6Y  ) o aver mai letto una sua nota, un appunto, o aver visto o ascoltato una composizione del maestro. Fiorillo invece ci si è buttato sopra con passione, scoprendo non solo le grandi caratteristiche musicali del Maestro (un lavoro fatto a suo tempo anche da Andrea Agostino), ma anche tanti lati poco conosciuti e quasi segreti dell’uomo e del cittadino Creazzo (ne riferiremo nei prossimi giorni).

Prima di entrare nel dettaglio, ancora qualche parola su Fiorillo: suona il saxofono da quando aveva 9 anni, “fu amore a prima vista, dice. il mio primo Maestro è stato Ciccio Boeti (musicista cinquefrondese anche lui), che sapientemente ha saputo trasmettermi passione, rispetto e amore per la musica, successivamente ho studiato con il Maestro Andrea Agostino“, prima di prendere la via del conservatorio Cilea di Reggio Calabria.

Angelo è un ragazzo semplice e sempre sorridente, nonostante gli studi e i titoli conseguiti è rimasto umile e non si è montato la testa; ha frequentato master di  perfezionamento con saxofonisti di fama internazionale: Jean-Marie Londeix, Victor Morosco, Mattia Cigalini, Renato Trombì, Giuseppe Moscato. Al suo attivo anche master di formazione musicali per i ruoli professionali nell’orchestra di fiati con Direttori di fama internazionale: Riccardo Muti, Maurizio Billi, Leonardo Laserra Ingrosso, Fulvio Creux, Vince Tempera.

Inoltre ha partecipato a concerti con solisti come Steven Mead, Javier Girotto, Paul Gilbert. Molti di questi nomi a noi profani forse dicono poco, ma nel mondo della musica e dei sassofonisti sono delle autorità mondiali.

Fiorillo si è esibito numerose volte con l’orchestra di fiati Città di Cinquefrondi anche come solista. Nel gennaio 2019 ha conseguito presso la Scuola Popolare di Musica “Donna Olimpia” di Roma l’Attestato di Esperto in ‘Metodologia e Pratica dell’Orff-Schulwerk’: “la mia curiosità mi spinge a investire sulla mia formazione e sulla conoscenza in generale” dice Angelo per spiegare il suo continuo studio.

La copertina del libro di Angelo Fiorillo sul maestro Creazzo, pubblicato da Leonida Edizioni

Angelo cominciamo dall’inizio: perchè hai scelto Creazzo per la tesi ?

Si tratta della mia prima laurea, avevo già cominciato il lavoro per la tesi ma senza un indirizzo definitivo; nello stesso periodo, grazie al maestro Andrea Agostino mi sono avvicinato ad una delle realtà bandistiche di Cinquefrondi che appunto è intitolata alla memoria di Carlo Creazzo; la sua figura mi incuriosiva ma nessuno, tranne il Maestro Agostino, seppe darmi abbastanza informazioni e risposte su di lui. Allora decisi di addentrarmi di persona nella vita di quel personaggio ed è finita che ho cambiato totalmente direzione per la mia tesi di laurea, che è poi diventata un libro grazie all’idea e all’intuizione del mio relatore, il carissimo Maestro Andrea Francesco Calabrese che non finirò mai di ringraziare.

Da qui, quando feci la mia seconda laurea in tecnico del suono, seguì una seconda tesi di laurea sempre sul maestro cinquefrondese, qui però si racconta meno il personaggio e più gli aspetti tecnici della disciplina, portando Creazzo in un’era presente ma che guarda al futuro.

Tu hai studiato a fondo l’uomo Creazzo e anche il musicista, come lo definiresti in poche parole ?

Come uomo secondo me, nonostante la difficoltà dei tempi e soprattutto dei e nei mezzi tecnologici, avanti di almeno un secolo. Una persona generosa, leale e amorevole nei confronti della sua disciplina. Un uomo d’altri tempi che oltre a predicare la sua disciplina, ne dava l’esempio. In un passaggio del mio libro, nelle conclusioni, utilizzo questa frase che secondo me lo rappresenta bene: il maestro, che tale è, non è solo colui che insegna la materia ai bambini, ma soprattutto colui che dà l’esempio. Come musicista non posso fare altro che ammirare il suo lavoro, ci sono trattati e opere che andrebbero valorizzati maggiormente. Sotto questo aspetto ho avuto la fortuna di analizzare a fondo le opere che sono contenute nel mio libro e già da quelle si capisce tanto anche del musicista.

In che condizioni hai trovato il Fondo Creazzo custodito dal Comune ?

Questo lavoro è iniziato parecchi anni fa, quando appunto il “Fondo” si chiamava ancora Fondo musicale Carlo Creazzo e aveva una sede ubicata in altro luogo rispetto a dove si trova adesso. All’epoca era ben gestito e custodito. Poi con il passare del tempo non so se la situazione è rimasta uguale o meno, però colgo l’occasione per ringraziare Luigi Carrera (ex sindaco di Cinquefrondi, nda) che è stato sempre molto gentile e disponibile nei miei confronti per la realizzazione di questo lavoro.

Nel Fondo ci sono ancora materiali inediti del maestro ?

Un capitolo del mio libro si intitola: “il fondo, un tesoro da scoprire” credo che già questo possa farci capire quanto “materiale” ci sia ancora all’interno del fondo Creazzo.

Al Maestro Creazzo è intitolata meritoriamente una delle bande di Cinquefrondi  (direttore il Maestro Domenico Mazzù), ma a mio parere è troppo poco per un personaggio del suo livello. Secondo te si potrebbe fare qualcosa di più per celebrarne la figura e la storia ?

Secondo me è poco ricordato e valorizzato, ogni tanto viene proposto qualche suo lavoro, ma sempre quello. Per valorizzare la sua figura e quella del fratello Pasquale, il poeta, si dovrebbe istituire una casa museo, ma non solo su carta, una casa che valorizzi e promuova le opere di questi straordinari personaggi che Cinquefrondi ha avuto. Ci sono tanti esempi, il primo che mi viene in mente è la casa Museo di Toscanini a Parma per esempio.

Cosa ti ha colpito di più della storia umana e musicale di Creazzo ?

Le varie vicissitudini che lo hanno reso quello che era, dalle disavventure che lui stesso ci racconta, anche e soprattutto attraverso il suo libro “Ai cittadini buoni di Cinquefrondi ed anche ai pochi cattivi” e da quello che si legge nella “Prefazione al catalogo generale”

L re tesi di laurea del musicista Angelo Fiorillo

Il pregio maggiore del maestro ?

Mi piace pensare che sia stato una persona umile, tranquillo e allo stesso tempo determinato, sicuramente sarcastico e gioviale, ci sono tanti aneddoti che lo descrivono. Mi sarebbe piaciuto incontrarlo e conoscerlo.

Le sue opere sono ancora attuali ?

I tempi e gli uomini si evolvono e cambiano, ci sono tante opere del Maestro che sono del tutto sconosciute, sarebbe bello e interessante riportare alla luce queste opere prima di giungere a determinate conclusioni. Come detto in precedenza, riguardo ad un’altra mia trattazione dal titolo “Ieri, oggi e domani: da una composizione di Carlo Creazzo a più composizioni elettroacustiche”, ho cercato di portare Creazzo in un’era presente ma che guarda già al futuro. Io credo che la musica non abbia tempi ‘attuali’ o meno, ne esistono di varie tipologie, forme, espressioni; ma come si fa a dire che Bach o Mozart non siano attuali?

Qualcuno suona ancora le opere di Creazzo o sono soltanto cose del passato ?

L’anno scorso grazie allo storico complesso bandistico ‘Città di Polistena’, diretto dal Maestro Pino Russo, ho avuto la possibilità di presentare il mio libro e in quell’occasione abbiamo suonato il brano “Speranze” del Maestro Creazzo, un brano del 1897 di cui io stesso ho curato l’arrangiamento per banda e che non avevo mai ascoltato, è stato un momento particolare, peccato che sia stato un caso isolato ma credo che con tenacia e perseveranza si possa fare qualcosa in più a tal proposito.

Appuntamento alle prossime puntate con la vita del maestro Creazzo raccontata da Angelo Fiorillo

Non è possibile copiare il contenuto di questa pagina.