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Cinquefrondi ospitò i  Cavalieri Templari durante il Medioevo ?  Vissero e operarono anche da noi i monaci-cavalieri che costituirono uno degli Ordini religiosi (e militari) più famosi e importanti del mondo cristiano medievale ? si tratta di un mistero e una suggestione affascinanti, come emerge da una ricerca del prof. Domenico Bagalà, nativo di Palmi, ed esperto studioso di questa materia, che qualche anno fa è salito fino a Perciana ed ha ispezionato e fotografato minuziosamente la chiesetta della Madonna della Montagna e soprattutto la splendida Torre Alba che, nonostante l’abbandono e i segni del tempo, mostra ancora intatte molte delle sue antiche bellezze.

Dallo studio di Bagalà è scaturito qualcosa di inimmaginabile, che apre una pagina finora inedita nella storia cittadina, cioè che i famosi Cavalieri Templari molto probabilmente passarono anche da Cinquefrondi, anzi proprio a Cinquefrondi ebbero una delle loro sedi più importanti in Calabria, a motivo anche della collocazione geografica del nostro paese.

Insomma, la chiesetta  e la torre di Perciana (Torre Alba) che sembrano ormai abbandonate all’incuria sarebbero invece il residuo di un sito storico di grandissimo rilievo, con molti aspetti ancora tutti da scoprire. Un sito che andrebbe custodito con grande cura e che invece versa ormai in totale abbandono a giudicare dall’ultimo sopralluogo fatto allo studioso nell’estate del 2022.

Il prof. Bagalà, che ringraziamo per averci consentito di pubblicare un estratto del suo lavoro, è un professore di storia antica e archeologo, con studi e specializzazione negli Stati Uniti, e un lunghissimo curriculum;  scopritore di molti siti antichi nella nostra regione e fondatore di un importante Centro culturale nella sua città dedicato a san Fantino. Per le sue attività, il Ministero per i Beni Culturali nel 2003 ha nominato Bagalà “assuntore di custodia del sito di san Fantino”.

Il professore palmese ha anche una certa confidenza con Cinquefrondi, nel 2005 infatti individuò il sito dove sorgeva la chiesetta bizantina (anno 1000) dei seguaci di S. Elia da Enna detto il Giovane.

Su Torre Alba e la chiesetta di Perciana, qualche tempo fa lo stesso professore ha realizzato anche un video, pubblicato in un sito dedicato alle bellezze della Calabria che potete vedere qui https://www.calabriadreamin.it/cosa-vedere-in-calabria-il-blog/post/173860/cosa-vedere-in-calabria:-la-misteriosa-torre-alba .

Buona lettura e buona visione

 

di Domenico Bagalà

 

L’Ordine dei Templari fu creato a Gerusalemme intorno al 1120 dal nobile francese Ugo di Payens circa venti anni dopo la prima crociata (1095-1099), indetta proprio in Aspromonte e conclusasi con la conquista da parte dell’esercito cristiano della Città Santa.

La ragione per la quale venne creato l’Ordine dei monaci-cavalieri (Milizia Templi, da qui il nome Templari) fu quella di proteggere dagli attacchi dei musulmani i pellegrini cristiani in Terra Santa. Di conseguenza, l’apparato militare templare in Medio Oriente venne mantenuto, soprattutto a partire dalla metà del XII secolo, grazie alle rendite provenienti dalla gestione dei numerosi possedimenti europei dell’Ordine.

In tutta Europa, ed anche in Calabria, i Templari costituirono delle domus («case»), dei centri di produzione agricola, e anche delle domus-mansiones («case-ricovero»). Queste ultime erano dislocate in luoghi strategici, lungo i principali Passi viari e fornivano vitto, alloggio e protezione ai pellegrini e viaggiatori.

 Tra i molti studiosi che si sono impegnati nello studio della presenza templare in Italia è senz’altro da annoverare alla studiosa Bianca Capone, la quale, a partire dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, ha condotto diverse ricerche documentali finalizzate a ricostruire la dislocazione delle domus templari nella penisola italiana.

In Calabria, la Capone ha individuato delle domus templari in diverse località, ma quella che ha destato il nostro interesse è stata l’indicazione di una probabile domus che doveva trovarsi tra la Valle (delle Saline?) e un passo montano (la Limina?).

 Da una ricerca topografica ed anche sul territorio si è riusciti ad individuare la probabile Domus mansiones presso la località Torre Alba a Cinquefrondi R.C., un passo strategico di valico direttamente collegato con l’altopiano del Passo della Limina o del Mercante, a 822 metri sul livello del mare, posto sull’istmo tra i comuni di Cinquefrondi e Mammola, che rappresenta il confine naturale dell’Aspromonte con la catena delle Serre calabre e tra il versante jonico e quello tirrenico della Vallis Salinarum, non lontano dal monastero di san Nicodemo Santo dell’anno 1000, formatosi nel monastero di s. Fantino a Taureana.

 Il toponimo “Limina” deriva dal latino, “Limen” (confine) e probabilmente fu dato proprio dai Cavalieri Templari che avevano all’epoca il controllo e protettorato del Porto di Tauriana e di tutta la Vallis Salinarum. Infatti, prima il passo veniva chiamato col toponimo greco “λίμνη” (pantano, stagno) che era riferito ad un laghetto.

 Le domus templari italiane erano spesso gestite da un preaceptor, detto anche prior, che poteva avere la sede nell’abbazia di Taureana.

Ritornando alla domus mansiones di Torre Alba, che si trova lungo la strada “Petricciana”, ha un perimetro rettangolare, purtroppo cementificato con intonaci moderni, dotato di torre di avvistamento di forma circolare con merlatura tipica del periodo medioevale che svolgeva la funzione di avvistamento. Infatti dalla sommità della torre si vede il mare Tirreno ed il litorale da Nicotera a Taureana ed anche la stessa torre di Taureana.

 Nella base vi è una angusta cella con un cancello dalle grosse sbarre in ferro. Di fronte, nei pressi di una fonte ancora oggi utilizzata, vi è una chiesa a navata unica con abside semicircolare, dove si scorgono chiare fasi di ricostruzione, tra le quali si evidenzia una fase in opus mistum medievale. Ai lati sono presenti delle grandi finestre con arco gotico, 3 per lato e più una grande in facciata dove è inserita una Croce a bracci uguali.

 Le braccia di questa croce si rivolgono verso i quattro punti cardinali, per questo è la base dei simboli d’orientamento di qualsiasi livello d’esistenza dell’uomo. La sua verticalità e la sua orizzontalità legano il cielo alla terra, unendo lo spazio-tempo al centro. Il totale delle finestre e quindi di 7. Il numero 7 per la religione cristiana ha un simbolismo particolare: 7 sono i giorni in cui Dio creò il mondo e l’universo (tra cui, nello specifico, il settimo giorno, quello in cui Dio riposò), 7 le virtù e vizi capitali, 7 libri nella Bibbia, 7 i doni dello Spirito Santo. Nel salmo 92 il nome di Dio compare 7 volte. Il versetto centrale (“tu, o Signore, sei l’eccelso per sempre”) è preceduto e seguito da 7 versetti (…).

 La facciata di questa chiesa è stata fortemente influenzata dall’architettura Templare. Il quadro architettonico è stato organizzato a rappresentare il Tempio, nella sommità vi è un timpano a tutto sesto e frontone, sul tetto sul lato Sud, una croce detta croce di Gerusalemme, ai lati due di colonne con capitello dorico e abaco dotato di echino semplice, su cui poggia il doppio ordine di architrave a rilievo che sorregge il timpano, cioè la volta celeste che richiama sempre al Tempio, che è anche un simbolo mistico. In questa prospettiva, la chiesa non è semplicemente un monumento, ma è un santuario, un Tempio. Il suo fine non è solo quello di “riunire” i fedeli in preghiera, ma di creare per essi un ambiente che permetta alla Grazia di manifestarsi meglio.

 Nel pensiero tradizionale la concezione del tempio non è lasciata all’ispirazione personale dell’architetto, ma è data da Dio stesso. In altre parole il tempio terrestre è realizzato conformemente ad un archetipo celeste comunicato agli uomini attraverso l’intermediazione di un profeta, e questo è ciò che fonda la legittima tradizione architettonica Templare. Giacché il Tempio rappresenta il Corpo di Cristo, la porta, che ne è il riassunto, deve anch’essa rappresentare Cristo.

 Nelle ante della porta, sono scolpite nel legno 4 cerchi con un ulteriore cerchio al centro. Numerosi autori paragonarono il rapporto tra Dio e la Creazione con quello esistente tra il Centro e il Cerchio, che rappresentano i diversi gradi della manifestazione universale dell’Essere Unico non manifestato. Tra le figure geometriche, il Cerchio è simbolo di tutto ciò che è Celeste: il Cielo, l’Anima, l’Illimitato, Dio. Per questo motivo è presente nel pavimento esterno dell’ingresso alla chiesa una croce immissa florense (passare attraverso Dio). L’orientamento della chiesa con ingresso ad Oriente, la rende ancora più interessante vediamo perché. 

 Sin dagli albori del cristianesimo in Oriente era diffusa la tradizione di rivolgere i templi, o più in generale i luoghi di culto, verso la direzione est secondo il criterio denominato “Versus Solem Orientem” in quanto, analogamente ai pagani, anche per i cristiani la salvezza e la rinascita erano collegate alla generica direzione cardinale orientale.

 Dal 999, anno in cui salì al soglio pontificio Papa Silvestro, in una delle sue bolle papali veniva raccomandato esplicitamente il criterio “Versus Solem Orientem”. In realtà non tutti seguirono l’indicazione del Papa, infatti moltissimi luoghi di culto furono costruiti con l’abside diretta verso occidente invece che verso oriente. Poi dalla seconda metà del 400, le orientazioni di diverse chiese vennero invertite e costruite con l’abside rivolta ad oriente, in modo che sia l’officiante, che i fedeli, pregassero rivolti nella direzione del sorgere del Sole. Durante l’VIII secolo questa abitudine si interruppe di nuovo per alcuni anni, per venir ripristinata durante i secoli successivi. Le cause di queste inversioni di tendenza non sono note, anche se gli studiosi hanno formulato alcune ipotesi (…).

 Generalmente sono poche le chiese risalenti al periodo in cui avvennero le inversioni della direzione di orientazione sopravvissute fino ai giorni nostri e di cui sia possibile un’accurata misurazione della direzione del loro asse. Nonostante ciò, esistono eccezioni illustri, che conservano la temporanea tradizione di orientare l’abside verso occidente, esse si trovano entrambe a Roma e sono la Basilica di S. Pietro e quella di S. Giovanni in Laterano, e, come abbiamo visto, anche nella chiesetta Templare di Torre Alba, a Cinquefrondi, in Calabria, che supporta una datazione compatibile con l’ipotesi funzionale ipotizzata.

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