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Resterà a lungo nella memoria storica del nostro paese la tre giorni di fede e devozione che la nostra gente ha vissuto al cospetto della Madonna di Polsi. Dal suo arrivo domenica sera fino a martedì, la sacra immagine di Maria della montagna ha parlato ai cuori di quanti hanno voluto ascoltarla qui a Cinquefrondi. Soprattutto anziani e malati, che da tempo non sono più in grado di recarsi al santuario di san Luca, e poi tanti bambini che hanno constatato di persona accanto alle loro mamme e ai loro papà quanto forte e importante sia il legame di Maria con la nostra terra e la nostra storia.  E poi via via tutti gli altri che con rispetto si sono avvicinati alla Madre.

Nella chiesa Matrice c’è stato un flusso ininterrotto di fedeli per partecipare alle preghiere comunitarie, per pregare da soli, per offrire alla Vergine le loro pene, per chiedere una grazia, per ringraziarla di qualcosa.  Canti dialettali antichi e moderni hanno rotto il silenzio della notte e nei dintorni della chiesa tutti hanno potuto ascoltare la speciale devozione suscitata da Maria di Polsi.

Non si era mai verificato nulla del genere nel nostro paese, Maria ha chiamato tutti a sè, la chiesa è rimasta aperta giorno e notte, e anche alle ore più insolite e scomode c’era sempre qualcuno ai piedi della Madonna. Un miracolo di fede e organizzativo, dietro al quale c’è stata la sapiente regia del parroco don Serafino e l’incredibile capacità di mobilitazione di cui sono state capaci Patrizia e Pasqualina Foriglio, le cape della carovana a piedi, e poi le Confraternite cittadine, i catechisti e tantissimi altri che via via si sono coinvolti. Una festa di popolo.

La religiosità popolare della nostra terra è spesso oggetto di discussione, i modi in cui essa si esprime talvolta fanno arricciare il naso ai benpensanti. Invece questa è la fede genuina della persone semplici e umili, del popolo di Dio che si raccoglie ai piedi di Maria senza troppe elucubrazioni politiche e filosofiche, e non pretende di essere senza peccato o migliore degli altri, piuttosto proprio di fronte alla mamma di Gesù questa gente ammette tutte le proprie debolezze e chiede perdono e forza, per rialzarsi e ricominciare. Gli altri, quelli perfetti e perfettini, invece stanno evidentemente altrove. Concludiamo il racconto di questa memorabile tre giorni dando la parola a Elisa Foriglio, una giovane cinquefrondese che ha vissuto molto da vicino questo evento e ce lo racconta a modo suo.

Per i  cinquefrondesi l’appuntamento con Maria di Polsi è al 10 agosto con il pellegrinaggio della carovana a piedi e quello degli altri gruppi che partiranno in bus o con mezzi privati. Un’esperienza che ogni cinquefrondese dovrebbe fare almeno una volta nella vita per capire di più la propria storia e quella della nostra gente, e anche per comprendere meglio la calabresità.

di Elisa Foriglio

Si è conclusa oggi, martedì 25 apile, la visita della statua di Maria di Polsi nella nostra comunità. Tre giorni intensi di emozioni, fede, e riflessioni. Tra canti, messe, veglie di preghiera, allietati dal suono di giovani ragazzi in piazza con le loro tarantelle, c’è stato il tempo per regalare anche un pensiero a chi non c’è più, ma che oggi sarebbe stato presente, proprio i ragazzi della carovana a cavallo hanno reso omaggio alla Vergine portandola a fare il suo ingresso in Chiesa in ricordo di Antonio Scarfò, un giovane di Cinquefrondi che ha perso la vita in un incidente stradale e che era devotissimo.

C’è stato un afflusso di talmente tanti fedeli che, come dicono le organizzatrici Patrizia e Pasqualina, sono giunte persone anche dai paesi vicini a rendere grazie alla Vergine, e una piazza così gremita forse la vediamo solo per l’Affruntata o per San Michele, verrebbe da chiedersi il perché..persino il tempio buddista, visto da quasi tutti con perplessità, ha contribuito alla festa permettendo di affiggere lo striscione di benvenuto sull’intera facciata del loro edificio.

La nostra parrocchia ha lasciato aperte le sue porte ininterrottamente per le visite di quanti a Polsi non possono più recarsi, perché impediti da malattia o fatica degli anni che inesorabilmente passano, e negli occhi di tutti vi si legge l’inevitabile commozione per un evento così straordinario. Non sono mancati momenti di preghiere, dei bambini e ragazzi del catechismo che per l’occasione hanno spostato i loro incontri in parrocchia lasciando alla Mamma di tutti, tanti messaggi provenienti dalla purezza del loro cuore; delle confraternite del Carminee del Rosario, e dei semplici fedeli che entravano per pregare di fronte alla Vergine.
Maria è la Madre che riunisce tutti i suoi figli, anche quelli che vedono l’evento con un po’ di scetticismo considerando inutile la visita alla Vergine di Polsi, se si contano poi le assenze abituali durante le messe quotidiane. Ma chi può giudicare cosa c’è nell’intimo dei cuori di ciascuno ?
È stata una bella esperienza per il nostro paese, che ha un’antichissima storia di devozione alla Vergine di Polsi, tant’è che nella Chiesa del Carmine è presente un altare in onore alla Madonna della Montagna risalente a oltre 190 anni fa.

Oggi in mattinata è stato distribuito il pane benedetto e nel pomeriggio dopo la santa messa, con atto di affidamento, la Vergine è stata consegnata dalla nostra comunità alla parrocchia di Polistena, prosegue dunque la peregrinatio che si concluderà a maggio con l’arrivo a Bagnara, città da cui questa statua lignea proviene, in dono per la valle di Polsi, che ogni anno è portata in processione per le vie della contrada. Nel suo arrivo dopo la visita alle varie parrocchie, il 31 maggio Maria di Polsi sarà incoronata con le nuove corone che proprio oggi sono state presentate nel Salone per l’ Episcopio di Locri alla presenza del vescovo Oliva, del rettore Don Tonino, e del procuratore di Bagnara, che vanta la più antica carovana di pellegrini.

Concludiamo con l’augurio del nostro Parroco don Serafino che ci invita a tenere viva questa dimostrazione di fede cosi forte, quotidianamente, permettendo a Maria e a Dio Padre la loro presenza costante nella nostra vita.

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