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Festa di san Michele a Cinquefrondi, si celebra il santo patrono. Per le principali vie del paese ci sono i ‘ferari’ con le loro mercanzie, in un altro spazio le giostre, via Veneto e il Corso sono ‘colorati’ dalle luminarie. Un tocco di allegria in occasione di una festa religiosa, e speriamo che quest’anno il tempo non dica pioggia come l’anno scorso….

Quest’anno i giorni di festa sono due, domani e dopodomani. Dai ritagli di cronaca dei giornali del 1928 apprendiamo che la festa di san Michele, quantomeno alla fine degli anni ‘20, durava invece ben cinque giorni.
I festeggiamenti cominciavano con la sola fiera nei primi due giorni, mentre nei successivi tre giorni si aggiungevano i concerti musicali, oltre alle messe, le altre liturgie e la processione.


Ecco dal Corriere di Calabria l’annuncio delle celebrazioni nel 1928:
«La festa comincerà il giorno 11 e continuerà il 12 e il 13, subito dopo la tradizionale fiera che avrà inizio il 9. La cittadina sarà sfarzosamente illuminata per tutto il periodo delle feste. Ma la migliore attrazione della festa, che senza dubbio richiamerà un pubblico enorme da tutti i paesi della provincia, sarà data dal concerto musicale di Gioia Del Colle. La fama della banda, che senza dubbio occupa uno dei primi posti in Italia, costituirà per i nostri paesi un vero avvenimento. Suonerà anche la musica cittadina e ci saranno fuochi d’artificio».

L’11 maggio del 1929 in occasione della tradizionale festa di san Michele venne inaugurata la ‘nuova’ chiesa Matrice dopo lavori di restauro e abbellimento voluti e curati dal parroco del tempo, l’arciprete Carlo Sorrenti. Nell’occasione venne in paese il vescovo di Mileto mons. Paolo Albera al quale spettò il compito della solenne benedizione e inaugurazione della chiesa appena rifatta.
Per “la fausta ricorrenza” il Podestà Della Scala organizzò un programma «che alle esigenze liturgiche del rito cattolico unisse uno splendore svariato di trattenimenti estetici», come scrisse il Popolo d’Italia.


In concreto il programma messo a punto da don Ciccio prevedeva a partire dal 9 maggio una serie di dotte conferenze su san Michele pronunciate da padre Stefano Astengo, monaco livornese esperto predicatore sull’Arcangelo; a partire dal 10 maggio una serie di concerti pomeridiani e serali eseguiti dalla banda di Squinzano. Domenica 12 maggio solenne pontificale tenuto dal vescovo Albera e nuovo panegirico di padre Astengo. La parte civile dei festeggiamenti fu completata da giochi e divertimenti popolari, e le princiali vie del paese furono sfarzosamente illuminate.

Per rendere più agevole la partecipazione della gente dei paesi vicini alla grande festa di san Michele, le Ferrovie calabro lucane disposero per quella settimana l’aumento delle corse della littorina da e per Cinquefrondi. Infine nei giorni della festa prestò servizio anche la banda cittadina «nella nuova elegante divisa, ricostituita in perfetto organico grazie all’interessamento costante dell’attivo maestro Carlo Creazzo e agli aiuti del nostro Podestà».


Pochi giorni dopo lo stesso giornale pubblicò un entusiastico resoconto della festa di san Michele:
«Come si prevedeva la festa del nostro Patrono San Michele Arcangelo è riuscita splendida sotto ogni rapporto.
L’illustre oratore padre Stefano Astengo da Livorno ha affascinato l’uditorio scelto e numeroso, composto in parte dalle personalità più spiccate dei paesi circonvicini. Non è dire quale entusiasmo abbiano suscitato la musica di Squinzano e quella cittadina. A memoria dei nostri vecchi non si ricorda uno spettacolo simile. Migliaia di persone di ogni ceto, accorse tutte le sere dai paesi vicini e lontani, stavano intente, affascinate, estatiche ad ascoltare quelle note meravigliose che rapivano lo spirito in un sogno di bellezza. Commovente la benedizione della nuova Chiesa.
Il nostro amato vescovo mons. Paolo Albera pronunziò un discorso di circostanza, vibrante di caldo sentimento cristiano, e quando la bella artistica statua accompagnata dal vescovo, dalle autorità, dal clero, dalle confraternite e da uno stuolo immenso di popolo, rientrò nella nuova chiesa tutti piangevano di gioia. Alla processione di domenica assisteva una folla immensa non mai vista negli anni precedenti. Ottimi i fuochi artificiali e splendida l’illuminazione fatta dal sig. Sgarano da Radicena. La festa si è svolta nel più perfetto ordine e regolarità ammirevole, e dice chiaramente del progresso delle nsotre popolazioni nel cammino dela civiltà, oltre che dalla solerzia del maresciallo dei carabinieri Bruno La Tassa, che è stato instancabile. Agli organizzatori e in special modo al Podestà il nostro più vivo plauso».

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